IL CANE E LA FOTOGRAFIA: COME FOTOGRAFARE IL QUATTRO ZAMPE IN VACANZA

Questo articolo è stato realizzato grazie a Dania Pellegrini, Coadiutore del cane in attività assistite di Pet Therapy, educatore cinofilo a Varese e compagna di viaggio di Bonnie & Clyde. www.clydetherapy.it 

Scatto frontale, Bonnie distoglie lo sguardo e gira la
testa su un lato. La macchina fotografica le ha creato un disagio.

La fotografia è una tecnica che viene adoperata in diversi campi delle attività umane, e specialmente tutti la utilizziamo per rammentare i nostri viaggi, tutto ciò che ci emoziona o che vale la pena ricordare.

In particolare, il cane è uno dei migliori compagni di viaggio e di vita che un umano possa mai desiderare: è capace di supportarci emotivamente, di commuoverci con la sua dolcezza e simpatia, di seguirci ovunque noi andiamo e di tenerci in contatto con la natura, ormai dimenticata.



Tutto ciò ci porta ad immortalare, attraverso il mezzo fotografico, i momenti più coinvolgenti delle nostre giornate, e guarda caso il personaggio prediletto è lui: l’amico cane. Attualmente, grazie all’avvento dei dispositivi mobili, la creatività fotografica è alla portata di tutti e può raccontare ogni istante di vita quotidiana.

Questa è un’usanza che appartiene al genere umano, mentre quello animale generalmente non ha la minima idea di quale sia il significato e soprattutto l’utilità del mettersi fermi davanti all’obiettivo: il cane, come anche altri animali, è creato per esprimere se stesso attraverso il movimento. L’umano vuole ottenere un bellissimo ritratto dello scodinzolante modello in posa sul bagnasciuga, mentre il quattro zampe vorrebbe lanciarsi nel mare o peggio ancora non si fida delle rumorose onde e cerca in tutti i modi di evitarle.

Il cane non comprende cosa debba fare o cosa stia comunicando la persona che, rigida ed insistente, si pone davanti a lui con uno strano oggetto, e potrebbe anche indisporsi se l’ostinato fotografo è uno sconosciuto. In realtà, lo scodinzolante compagno di viaggio ci comunica sempre il suo stato emotivo, anche quando si trova al di là dell’obiettivo.

Scatto frontale, Clyde non guarda in camera perché
interessato da ciò che succede alle mie spalle: orecchie erette e bocca
chiusa. La macchina fotografica non provoca alcun tipo di tensione.

Quando fotografiamo un cane di fronte, lui quasi inevitabilmente guarderà altrove, distogliendo lo sguardo o girando la testa: sta cercando di ridurre la tensione provocata dalla macchina fotografica; quando continuiamo ad imporci davanti a lui e gli imponiamo di restare in posa, lui sbadiglierà più volte inviandoci così un chiaro segnale calmante: ci sta invitando a smettere.


Lo scodinzolante amico, vero maestro della spontaneità, è un meraviglioso soggetto da immortalare, ma occorre rispettarlo: gli scatti migliori si creano dalla libertà del soggetto che ha la possibilità di esprimere tutto il suo essere cane.

 

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